Sorgenti sgrammaticati
Pubblicato da masci su 31 Marzo 2008
Recentemente per esigenze di manutenzione ho ricompilato un paio di moduli sorgente un po’ datati; mentre osservavo scorrere l’output della shell mi è caduto l’occhio su un messaggio del compilatore:
warning: unused variable 'pippo'
Ops… misa che è colpa mia! Ed è andata pure bene, visto che non di rado, soprattutto quando le cose non funzionano come dico io, sono solito scrivere cose tipo:
int fava;
Noblesse oblige…
Sempre su quei vecchi sorgenti, e sempre a tempo di compilazione, gcc mi produce pure il seguente:
warning: Worakaround for <descrizione problema>: please remove it some day!
Ancora opera mia…
Mi sovviene allora un aneddoto che ho letto recentemente in Dreaming in Code, dove l’autore Scott Rosenberg a pag. 308 racconta di commenti al codice sorgente di Windows 2000 di questo tenore:
// We have to do this only because Exchange is a moron
Il codice sorgente, quello commerciale in particolare, è spesso lontano da quello che il senso estetico di Donald Knuth percepirebbe come gradevole… E’ pur vero che in alcuni casi il naming delle variabili, i contenuti dei commenti, la stesura delle macro del preprocessore rappresentano la valvola di sfogo dello sviluppatore, che in qualche modo dovrà pur esternare il proprio malumore. O il proprio pensiero circa un collega. O la propria bastardaggine:
#define private public
Per approfondire, date una letta qui.
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